la prevenzione

Ad oggi, non esistono metodi di screening specifici e validati per il carcinoma ovarico.

La prevenzione, intesa come l’insieme delle azioni ed attività che possono mirare a ridurre la mortalità, riuscendo ad intervenire all’insorgere della malattia e permettendo di attuare una diagnosi precoce, non è quindi attuabile per quanto concerne questo tipo di tumore.

È pertanto estremamente importante che in primis i medici di fiducia ed i farmacisti (i primi professionisti ai quali tendenzialmente una donna si rivolge per confidare i disturbi intestinali e addominali aspecifici del tumore ovarico) non sottovalutino i sintomi riferiti ed incoraggino la paziente a recarsi presso uno specialista per la valutazione più corretta e ottenere le indicazioni di eventuali esami diagnostici da effettuare.

In caso di sospetto tumore alle ovaie, va eseguita una visita ginecologica con ecografia transvaginale; essa deve essere attuata da un operatore molto esperto, poiché la valutazione, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, in quanto soggettiva necessita di competenza e comprovata esperienza.

Il dosaggio su campione ematico del marcatore tumorale CA-125, in caso di sospetto tumore può infine contribuire ad orientare la diagnosi (pur non essendo sempre presente in caso di cancro ovarico, o presentandosi elevato anche per patologie non tumorali).

lo screening genetico

Un caso particolare si ha soltanto nelle donne che presentano alterazioni in alcuni geni coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA, come BReast CAncer gene 1 e 2 (meglio conosciuti come BRCA1 e BRCA2).

Queste mutazioni possono essere germinali (ereditarie, individuate grazie ad esami su campione ematico) o somatiche (non ereditarie, espresse solo su tessuto tumorale), e sono caratteristici e specifici fattori di rischio soprattutto per i tumori della mammella e dell’ovaio.

In caso si siano verificati casi di familiarità per questo tipo di tumori, è importante che gli specialisti decidano di consigliare un test genetico. In caso di positività, i medici possono quindi suggerire soluzioni volte a diminuire il rischio di sviluppare il cancro dell’ovaio e del seno.

Il test viene comunque raccomandato in tutte le donne che hanno già una diagnosi di cancro ovarico, poiché, in caso di esito positivo, può dare indicazioni sull’efficacia di alcuni farmaci ed indirizzare le successive terapie.

Se la mutazione è di tipo ereditario, il test viene consigliato anche ai familiari che potrebbero esserne ugualmente portatori e per i quali si potrebbero mettere in atto le stesse strategie preventive, predisponendo frequenti visite e controlli per tutte le localizzazioni possibili dei tumori derivanti dalla mutazione.